"Rafforzare legalità, contrattazione, bilateralità"

Roma, 2 lug. – “Il paradosso è che il mercato del lavoro dei caporali funziona, quello legale fa fatica. Per questo riteniamo che tra le cose da fare ci sia anche l’affidamento agli enti bilaterali territoriali agricoli dell’incrocio tra domanda e offerta di lavoro. Esistono già sperimentazioni positive, con cui si è risposto al fabbisogno di manodopera in maniera più rapida e ben tracciata”.

Lo afferma il Reggente della Fai Cisl nazionale Antonio Castellucci in un’intervista pubblicata oggi dal quotidiano digitale Interris a un mese dall’uccisione dei quattro braccianti ad Amendolara, in Calabria.

Quanto alla Legge 199, che compie quest’anno dieci anni, Castellucci commenta: “I risultati positivi sono innegabili, specialmente sul piano repressivo. Sono stati responsabilizzati gli imprenditori, sono state riconosciute aggravanti penali importanti. Ma il valore di quella legge sta anche nelle tante disposizioni per fare prevenzione, su questo siamo ancora indietro. Una delle cose da fare, è implementare la Rete del lavoro agricolo di qualità: può aiutare a promuovere legalità, trasparenza e dignità del lavoro. Ad oggi risultano iscritte alla Rete solo 11.895 imprese. Sono aumentate, anche grazie ad alcune premialità introdotte nei bandi pubblici dal Governo e da diverse regioni, ma sono ancora poche”.