“Le buone pratiche non possono restare eccezioni”

Roma, 13 lug. – “Per il lavoro agricolo siamo nel pieno della stagione produttiva e delle grandi raccolte ed è fondamentale siano intensificate le attività di vigilanza per garantire la massima salute e sicurezza a ciascun lavoratore. È positivo che nel 2025 le ispezioni nel settore (dati INL) siano aumentate del 13,5% rispetto all’anno precedente, con 10.044 ispezioni avviate, ma è chiaro che oltre ad aumentare la quantità dei controlli serve un miglioramento anche nella loro qualità. Su questo aspetto rivolgiamo un nuovo appello affinché sia pienamente operativo il sistema informativo Silca per un incrocio dei dati più completo e rapido, come preannunciato nell’ultima riunione del Tavolo interministeriale sul caporalato, svolta a febbraio scorso”.

Lo scrive sulla pagina Facebook della Fai Cisl nazionale il Reggente Antonio Castellucci.

“In agricoltura – aggiunge il sindacalista – il tasso di irregolarità rilevato nel 2025 è stato del 64,8%: è più basso di altri settori ma non per questo meno grave, così come rimangono inaccettabili i 1.713 casi di lavoratori in nero e le 227 vittime di caporalato. Vale la pena ricordare che esattamente undici anni fa moriva Paola Clemente, bracciante agricola del Tarantino. Quella tragica morte, avvenuta in una giornata particolarmente calda, dopo aver percorso come ogni giorno oltre 100 chilometri in pullman per lavorare all’acinellatura dell’uva, non fu certo la prima né l’ultima avvenuta nell’ambito dello sfruttamento nel settore agricolo, ma fu tra i casi più eclatanti nel fare emergere la piaga di un caporalato strutturato e ben organizzato contro il quale i sindacati confederali scesero in piazza più volte, spingendo tra l’altro il Parlamento ad accelerare l’iter per la Legge 199, approvata l’anno successivo. Oggi quel dolore, così come tanti altri drammi analoghi, resta un monito affinché non ci si limiti all’indignazione del giorno dopo: bisogna andare oltre con azioni concrete per la repressione e la prevenzione di qualsiasi forma di sfruttamento”.