La sostenibilità è entrata nel linguaggio di molte aziende, ma non sempre è facile distinguere un progetto strutturale da un’operazione di comunicazione. In occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente 2026, venerdì 5 giugno 2026, Susanna Martucci — grande esperta di economia circolare, CEO e founder di Alisea — propone un pratico vademecum a consumatori e operatori: sette domande per orientarsi e distinguere le aziende che hanno fatto della sostenibilità una scelta strutturale e identitaria da chi la usa come leva di marketing. Da oltre trent’anni Alisea lavora sul recupero degli scarti industriali, trasformando la grafite di scarto in base per materiali, applicazioni e oggetti di design. Da questa esperienza nasce una guida pratica per consumatori e aziende: non per dare pagelle, ma per capire quali elementi rendono credibile un percorso di sostenibilità. Domande che anche le imprese dovrebbero porsi per capire se sono sulla strada giusta.

1. Il materiale sostenibile migliora le performance del prodotto?L’uso di un materiale riciclato o a basso impatto ambientale non dovrebbe tradursi in una concessione alla qualità del prodotto. Quando la scelta sostenibile migliora ciò che acquistiamo, è il segnale che quel materiale è stato scelto per innovare davvero, non solo per rispondere a una tendenza. È questa la direzione a cui tendere: materiali che nascono da ciò che esisteva già, e lo migliorano.