C’era una volta il marketing spinto sulla sostenibilità, ma le crisi reputazionali delle aziende e il negazionismo dell’amministrazione Trump hanno frenato le esternazioni green. Nel frattempo, Bruxelles ha pensato bene di legiferare per limitare il fenomeno del greenwashing. La direttiva europea 825 è del 2024 e modificherà in profondità il Codice al consumo per rafforzare le tutele di chi è esposto ai messaggi ingannevoli relativi all’ambiente.

Il decreto di recepimento

Il provvedimento europeo dovrà essere recepito entro il 27 marzo (e diventare esecutivo per il 27 settembre). Il Governo ha già approvato lo schema del decreto legislativo che inserirà nel quadro normativo italiano le nuove regole. Le linee guida del provvedimento prevedono un ampliamento delle pratiche commerciali vietate, introducendo divieti specifici per affermazioni ambientali non verificabili o ingannevoli; inoltre aumenteranno gli obblighi informativi e saranno previste maggiori informazioni per i consumatori.

L’authority Esma e la finanza

Tutto questo avverrà per ogni ambito commerciale. Qui però restringiamo il campo alla tutela del risparmiatore. La finanza è stato il settore che più di altri ha visto il prosperare del greenwashing. Il 14 gennaio scorso, l’authority che vigila sui mercati finanziari europei (Esma) ha messo nero su bianco quattro principi guida che dovranno guidare tutte le informazioni green e quindi non solo i documenti previsti dalle leggi ma anche le comunicazioni di marketing, le brochure informative, i siti web e le piattaforme online.