Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

25 GIUGNO 2025

Ultimo aggiornamento: 16:38

Renew Europe e Socialisti e democratici provano a salvare ciò che, in queste ore, sembra irrecuperabile: la direttiva Green Claims, che rischia di essere affossata da un’inedita maggioranza di centrodestra in Parlamento europeo formata da Partito popolare europeo (Ppe), Conservatori e riformisti (Ecr) e dei Patrioti per l’Europa. Per ora la norma è ufficialmente in stallo, dopo le pressioni sulla Commissione Ue e il venir meno del sostegno necessario anche in Consiglio Ue, complice l’Italia. Presentata a marzo 2023, durante la prima commissione Von der Leyen, la direttiva mira a proteggere i consumatori dalle pratiche di greenwashing delle aziende che, con dichiarazioni ed etichette ingannevoli, presentano i propri prodotti come rispettosi dell’ambiente. E imporrebbe dichiarazioni ambientali chiare, basate su evidenze scientifiche e verificate lungo l’intero ciclo di vita del prodotto, con controlli da parte di entità terze, prima della diffusione sul mercato. Troppo per le lobby delle industrie.

L’iter in stallo – La proposta, già diventata nel tempo un testo di compromesso, sarebbe dovuta arrivare il 23 giugno al terzo trilogo, ossia il negoziato tra Commissione europea, Parlamento e Consiglio Ue, prima del via libera finale, ma negli ultimi giorni è accaduto di tutto. E il fronte del ‘no’, non avendo potuto fermare l’iter finora, ha deciso di fare pressione su Bruxelles. Riuscendo nel suo intento. Durante un briefing con la stampa, domenica 20 giugno, è arrivato l’annuncio sulle intenzioni “di ritirare la proposta di direttiva sulle Green Claims”. Ufficialmente c’è un emendamento che, ha spiegato la portavoce della Commissione Ue, Paula Pinho, sarebbe “contrario all’agenda di semplificazione” e farebbe rientrare nella direttiva circa 30 milioni di microimprese. Spiegazioni che non convincono chi era rimasto a discutere fino all’ultimo proprio dell’esonero per le micro-imprese. E così i capigruppo di Renew Europe, Valerie Hayer, e dei Socialisti e democratici, Iratxe Garcia Perez, hanno recapitato martedì sera una lettera alla presidente dell’Eurocamera, Roberta Metsola, esprimendo “profonda preoccupazione” e chiedendo alla maltese di “sollevare la questione” al Consiglio europeo di giovedì.