Comprare bio o locale non basta più se ignoriamo l'impatto invisibile della spesa. Lanciato alla vigilia del 5 giugno, Giornata Mondiale dell'Ambiente, il progetto europeo EFL 2.0 rivoluziona i cartellini del cibo

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Cosa c’è davvero dietro lo scaffale?La salute è una sola (e parte dalla terra)Alleanza scientifica contro i furbetti del greenwashing

Cercare di fare una spesa ecologica in un supermercato, oggi, assomiglia a un esercizio di equilibrismo. Tra scritte generiche come “amico della natura” o fumosi richiami alla compensazione della CO2 stampati dalle singole aziende, il consumatore si trova davanti a un labirinto di marchi privati privi di uno standard unico e trasparente. Nella maggior parte dei casi, la sostenibilità alimentare viene ridotta alla sola impronta di carbonio. Una semplificazione rischiosa: un alimento può anche vantare basse emissioni di gas serra, ma nascondere un impatto devastante sul territorio in termini di pesticidi, consumo di risorse e degradazione degli ecosistemi.