Mangiare consapevole. Significa guardare, considerare, valutare quel che sta dietro al cibo, a un piatto, a un prodotto, a una cena al ristorante. Ovvero alla sua "sostenibilità sociale", Che è insieme economica, ambientale, etica, di parità di genere. È possibile? È necessario. E si può fare anche se "c'è tanto da fare". Lo hanno ribadito Laura Donadoni, wine expert e unica donna italiana membro dell' International Circle of Wine Writers di Londra, ed Eleonora Cozzella, direttrice de Il Gusto, nell'incontro sul "Food integrato" all'interno del ReWriters Fest a Roma. Un contenitore-incubatore di "pensiero divergente, controfattuale, creativo, laterale" fondato e diretto da Eugenia Romanelli. Per puntare a "nuovi universi di senso in cui costruire nuove pratiche di valore basandosi sui principi della sostenibilità sociale voluti dall’Agenda Onu 2030". E cosi "cambiare un po' il corso delle cose". Come? Andando oltre. Anche quando si compie un gesto semplice, e assai complesso, come quello del mangiare che coinvolge la persona tutta, dal palato alla testa. E la società intera.
Cibo fatto sociale
"Il cibo è un fatto sociale prima ancora che gastronomico - ha sottolineato Cozzella -. Se devo scegliere un cibo buono e uno giusto preferisco quello giusto, l'obiettivo è che siano entrambe le cose". Per quanto riguarda la consapevolezza: "Quando andiamo a comprare qualcosa al supermercato o al mercatino e scegliamo basandoci sul risparmio economico immediato questo è un risparmio per noi immediato, ma nella vita niente è gratis e dove risparmiamo noi ci ha perso qualcun altro ". Se la tazzina di caffé, una bottiglia d'olio extravergine, un prodotto sullo scaffale, una cena al ristorante, costa di più o di meno, c'è da chiedersi il perché. Cosa celi il minor prezzo, se sfruttamento di persone e risorse, pratiche non etiche, maltrattamento di animali. E gender gap su cui il da farsi è ancora tanto. Ma perché si facciano dei progressi "Basta una goccia", come recita il titolo dell'ultimo libro di Laura Donadoni, incentrato sull'empowerment femminile. Che scava nella roccia del maschilismo, ancora imperante nell'universo del cibo dove le donne sono la maggioranza ma solo ai fornelli domestici e ai livelli base del mercato produttivo e della ristorazione in cui è tuttora presente la differenza salariale al ribasso per il sesso, letteralmente, debole. È una goccia speciale, detta eccentrica come quella di alcune stalattiti che a un certo punto deviano il percorso ordinario. E con "intraprendenza ribelle" trasformano una diversità, un errore in valore di eccezione.







