L’alimentazione degli italiani vira verso scelte etiche. È quel che emerge da un’indagine condotta da Altroconsumo insieme ai suoi partner europei di Euroconsumers sui cosiddetti novel food, che includono sia prodotti vegetali che imitano la carne sia la carne coltivata creata in laboratorio a partire da cellule staminali la cui produzione esclude dunque l’allevamento e l’uccisione degli animali.

Una scelta a minore impatto ambientale

La carne coltivata è percepita da metà degli intervistati come una soluzione a minore impatto ambientale, capace di favorire il benessere animale e di ridurre emissioni e consumo di suolo. Altroconsumo ricorda, come esempio, che la produzione di 100 grammi di proteine derivanti da carne bovina genera 75 volte più anidride carbonica rispetto a 100 grammi di proteine ottenute dai piselli.

L’inchiesta evidenzia poi che chi è più informato riconosce maggiormente i benefici climatici derivanti dalla produzione di carne coltivata: arriva questa risposta dal 61% delle persone interpellate. Questo prodotto è visto anche come un’opportunità per garantire l’accesso al cibo: per il 42% degli intervistati, potrebbe rendere accessibile carne di alta qualità a un numero più ampio di persone.