La ribellione e la vendetta. I pachistani autori della strage di Amendolara e le quattro vittime avevano litigato all'alba. La ragione? Le condizioni di vita quotidiana e l'inadeguatezza delle paghe corrisposte. Dalle parole si era passati ai fatti: un afgano aveva colpito con un pugno un pachistano.Tanto che l'asiatico colpito aveva sollecitato un intervento dei carabinieri di Cassano. Poi il ritorno a una formale normalità. Solo formale perché i due pachistani avevano deciso di liberarsi di quei braccianti aggressivi e polemici. Come? Usando una tanica riempita di benzina prima di partire in direzione di Scanzano. Percorsi pochi chilometri a bordo della Fiat Ulisse continuando a discutere animatamente è scattata la ritorsione. La sosta nell'area di servizio con la scusa di fare rifornimento di carburante e la strage. L'intera vicenda è ricostruita nella ordinanza emessa dal Gip di Castrovillari contro i due pachistani successivamente arrestati dalla polizia.