CASTROVILLARI Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere i due pachistani indagati per la strage di Amendolara, costata la vita a quattro migranti – tre di origine afghana e uno pachistano – bruciati all’interno di un minivan in sosta in una stazione di rifornimento. Lo hanno confermato i due legali degli indagati al termine dell’interrogatorio svolto questa mattina nel carcere di Castrovillari. Gli avvocati Giovanni Brando Cordasco Salmena e Giulia Montilli hanno ribadito di non aver avuto possibilità di interloquire compiutamente con i rispettivi assistiti. La pm Roberta Bello ha insistito avanzando richiesta di conferma delle misure cautelari, mentre i legali si sono opposti proponendo misure meno afflittive. Il giudice si è riservato sulla decisione. Oggi pomeriggio, alle 17, sarà conferito l’incarico al medico legale che eseguirà l’autopsia sui quattro corpi delle vittime. Gli avvocati hanno confermato di aver già trattato in passato casi di caporalato. (f.benincasa@corrierecal.it)

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