Il gip del Tribunale di Castrovillari ha convalidato il fermo di Safeer Ahmed e Ali Raza, i due cittadini afghani di 31 anni accusati dell’omicidio plurimo e pluriaggravato dei quattro braccianti agricoli morti bruciati vivi all’interno di un minivan nelle campagne di Amendolara.Contestualmente alla convalida, il giudice ha disposto nei confronti dei due indagati la misura della custodia cautelare in carcere. Ahmed e Raza sono stati quindi trasferiti e detenuti nella casa circondariale di Castrovillari, dove erano stati condotti subito dopo il fermo eseguito lunedì mattina dalla Procura al termine di un lungo interrogatorio notturno.La pista del terzo uomo

Intanto le indagini proseguono per chiarire ogni aspetto della vicenda. Gli investigatori stanno verificando la possibile presenza di un terzo soggetto che avrebbe potuto fornire un aiuto ai due indagati. Dell’esistenza di questa persona avrebbe parlato il superstite della strage, il 35enne afghano Mohammad Taj Alamyar, che avrebbe indicato agli inquirenti un amico dei due fermati come possibile figura coinvolta nella vicenda.Secondo quanto emerge, l’uomo sarebbe già stato individuato e ascoltato dagli investigatori. La sua posizione è ora al vaglio della Squadra mobile e della Procura, impegnate a ricostruire nel dettaglio le ore che hanno preceduto il rogo costato la vita ai quattro lavoratori agricoli.Ascoltati amici e conoscenti