I due indagati di origine pakistana accusati di aver ucciso quattro persone bruciandoli vivi hanno deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere, il gip si è riservato di decidere

CASTROVILLARI (COSENZA) – Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere Safeer Ahmed e Ali Raza, i due pakistani, entrambi di 31 anni, indagati per l’omicidio plurimo e aggravato dei quattro braccianti arsi vivi ad Amendolara, nel cosentino, durante l’interrogatorio di convalida del fermo nel carcere di Castrovillari. Il gip del Tribunale di Castrovillari, Orvieto Matonti, si è riservato la decisione. I due indagati sono difesi dagli avvocati Giovanni Brandi Cordasco Salmena e Giulia Montilli che hanno chiesto una misura meno afflittiva rispetta alla carcerazione. Dal canto suo il pubblico ministero, Roberta Bello, ha chiesto la conferma della misura cautelare degli arresti in carcere.

Dopo l’attività di indagine che, nel giro di poche ore, ha portato al fermo di due cittadini pakistani, la procura di Castrovillari è ora al lavoro per individuare il movente alla base dell’omicidio dei quattro braccianti, tre afghani e un pakistano, arsi vivi ad Amendolara, nel cosentino. Un omicidio di una “brutalità inaudita” che per la procura è stato “premeditato” e “organizzato secondo un piano ben predefinito”.