JESOLO (VENEZIA) - «Siamo una città di grande richiamo turistico, ma di questi personaggi non abbiamo alcun bisogno. Ci auguriamo che la risposta delle forze dell'ordine sia la più dura possibile». Le parole sono quelle di Pierfrancesco Contarini, presidente dell'Associazione jesolana albergatori, che esprime tutto il disagio e la preoccupazione della città dopo le due risse avvenute nei giorni scorsi tra gruppi di giovani provenienti dai comuni limitrofi e dalla provincia di Treviso. L'associazione che rappresenta gli albergatori del litorale chiede infatti che vengano adottati tutti i provvedimenti necessari per allontanare dalla città i responsabili degli episodi di violenza.

Risse a Jesolo tra maranza, zona rossa allargata e più controlli: domani al Comitato per la sicurezza LINEA DURA «Chi pensa di venire a Jesolo per delinquere o creare problemi non è il benvenuto afferma Contarini e questo vale per chiunque, "maranza" compresi. Stiamo parlando di giovani che troppo spesso si distinguono per atteggiamenti maleducati e provocatori, convinti di poter fare ciò che vogliono senza conseguenze. Ma nella nostra città non c'è spazio per comportamenti di questo tipo». «Siamo una località ospitale, aperta a tutti aggiunge Contarini -. Proprio per questo non possiamo permettere che l'immagine della città venga danneggiata da episodi di violenza che coinvolgono poche decine di persone ma che finiscono inevitabilmente per avere grande risonanza. Ci auguriamo che i responsabili vengano individuati e che siano adottati nei loro confronti tutti gli strumenti previsti dalla legge affinché non possano più creare problemi sul nostro territorio».Sulla stessa linea anche Angelo Faloppa, presidente di Confcommercio Jesolo, che oltre a chiedere fermezza richiama il tema dell'educazione e delle responsabilità familiari. «Jesolo è una città di grande richiamo e durante l'estate è inevitabile che arrivino migliaia di persone ogni giorno spiega . Tuttavia chi crea problemi deve essere allontanato senza esitazioni. Non abbiamo bisogno di situazioni che generano tensione e compromettono la serenità di tutti». LAVORARE IN SINERGIA Per Faloppa il problema non può però essere affrontato solo sul piano repressivo. «Stiamo parlando di ragazzi molto giovani, in alcuni casi addirittura minorenni. I genitori non possono limitarsi a sapere che i figli sono al mare e pensare che questo sia sufficiente. Devono interessarsi a come trascorrono il loro tempo, alle compagnie che frequentano e ai comportamenti che adottano. Senza una soluzione educativa, se questi ragazzi non potranno più venire a Jesolo probabilmente si sposteranno altrove. Per questo è fondamentale che istituzioni, scuole e famiglie lavorino insieme per affrontare il problema alla radice. Nel caso specifico siamo sicuri che le forze dell'ordine daranno la risposta auspicata».A invocare la tolleranza zero è anche Roberto Dal Cin, presidente di Confapi. «Le due risse sono soltanto la punta dell'iceberg di un fenomeno che da anni si ripresenta durante la stagione estiva. Gruppi di "maranza" si vedono anche nelle zone meno centrali. La loro presenza, caratterizzata da atteggiamenti provocatori e comportamenti sopra le righe, finisce per generare disagio e senso di insicurezza». La questione è approdata anche in Consiglio comunale. «Bonificata piazza Mazzini il problema si è spostato altrove dice il consigliere Daniele Bison contro queste persone serve la tolleranza zero ma va rafforzato il messaggio che a Jesolo chi delinque non è il benvenuto».