Il parere degli inquirenti è chiaro e duro allo stesso tempo: nel provvedimento di fermo nei confronti di Manuel Iannuzzi, compagno di Emanuela Aiello, a sua volta madre di Beatrice, parlano di “sevizie e maltrattamenti atroci”. La bimba di appena 2 anni, morta per un trauma alla testa a Bordighera lo scorso febbraio, sarebbe stata vittima di “violenze continue”. Quanto emerge dall’analisi del cellulare dell’uomo, infatti, descrive un quadro agghiacciante, di maltrattamenti ripetuti.
“Mi aspetto che chi ha sbagliato paghi, anche se fosse mia figlia”, ha dichiarato il nonno materno di Beatrice, intervistato durante il programma tv “Dentro la Notizia”, il 1° giugno. Secondo l’uomo non sarebbero mai emersi segni di violenza sulla nipote, prima del tragico episodio che ha portato alla sua morte, ma ha anche raccontato che i contatti con la figlia si erano ridotti nei giorni precedenti la tragedia. Secondo il nonno, infatti, si sarebbe creato un clima di paura e il compagno della figlia avrebbe esercitato un forte controllo sulla compagna e sulle altre bambine.Al momento le sorelle minori di Beatrice sono state allontanate dal contesto familiare e sono seguite dai servizi sociali, ma molti sono gli interrogativi, alcuni dei quali oggetto del primo interrogatorio a Iannuzzi. A colpire sono alcune dichiarazioni della madre della bimba, come quella in cui afferma: “Mi sento sottoterra a non avere lui” e “Non voglio rovinarlo”.












