Manuel Iannuzzi
La bimba di due anni morta a Bordighera è stata massacrata di botte. Torturata. Queste sono state le ore ed i giorni che hanno preceduto il suo decesso. Schiaffi, pugni, calci, capelli strappati e cinghiate. Non solo. Un susseguirsi di violenze inaudite che è proseguito per giorni, fino a quando la piccola B. non è morta. Nonostante le disperate ed inutili richieste di aiuto da parte delle due sorelle maggiori (di 7 e 9 anni) che hanno tentato disperatamente di far attivare i soccorsi. Le raccontano proprio loro, le due sorelline, le ultime ore di Bea. Le urla mentre era chiusa in bagno con Iannuzzi, il compagno della madre, che le diceva di stare zitta “che non è niente”.
Il vomito, gli svenimenti. Lo raccontano come possono, con gli strumenti che possono avere due bambine di quella età, che a quell’orrore hanno assistito e lo hanno vissuto. Raccontano di un corpo viola, pesto dalle botte reiterate e ripetute, della piccola testolina che non sta più su. Raccontano infine di B. avvolta in una coperta rossa, dalla quale non spuntava il viso, caricata sulla macchina della mamma e portata da casa di Iannuzzi a Perinaldo alla loro casa a Bordighera. Nel tragitto Iannuzzi e Aiello avrebbero intimato alle bambine di non raccontare nulla di quanto era successo. A Bordighera verranno chiamati i soccorsi (ormai inutili visto che Bea era morta da ore) e verrà riferita una dinamica inverosimile. La mamma della bimba, Emanuela Aiello, quel 9 febbraio, racconta agli operatori sanitari intervenuti sul posto, di una caduta accidentale dalle scale. Nessun elemento appare corrispondere. Bea ha molti segni su quel piccolo corpicino, incompatibili con un unico evento e così la madre viene arrestata con l’accusa di omicidio preterintenzionale. Le prime risultanze dell’esame autoptico riportano, oltre ad un trauma cranico all’origine dell’emorragia cerebrale che sembrerebbe essere la causa della morte, numerose lesioni su dorso, addome, gambe e labbro superiore. Emergono i maltrattamenti e gli abusi reiterati che oggi vengono confermati dalle due sorelline e dal contenuto dei telefoni sequestrati a Iannuzzi. Foto di B. dopo essere stata pestata. Foto e video. Come quel video in cui viene fatta fumare per forza e mentre la bambina scoppia a piangere gli adulti ridono.













