Nella vicenda della bimba morta a Bordighera sono state coinvolte, loro malgrado, anche le sorelline della piccola Beatrice. Le due bambine di 9 e 7 anni erano nella stessa casa di Perinaldo in cui la sorellina, secondo la Procura, è morta. E la loro testimonianza è fondamentale per ricostruire quelle ore, così come il comportamento di Manuela Aiello e Emanuel Iannuzzi nei mesi precedenti.

Bimba morta a Bordighera, i rischi per le sorelline

Bordighera, parla la psicologa Silva Quadrino

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Bimba morta a Bordighera, i rischi per le sorellineAnche nel prosieguo del processo sulla morte di Beatrice a Bordighera, quindi, bisognerà fare grande attenzione alle possibili conseguenze psicologiche sulle due sorelline.Il loro racconto, infatti, ha permesso agli inquirenti di smentire la ricostruzione fatta da Aiello e dal compagno. Alle sorelline, secondo la Procura, era stato detto di fornire una versione differente da quella reale, a cominciare dal fatto che non conoscessero Emanuel Iannuzzi.ANSA / Facebook Aiello-IannuzziNei riquadri: Emanuel Iannuzzi e Manuela AielloBordighera, parla la psicologa Silva QuadrinoIntervistata dal quotidiano La Stampa, Silvana Quadrino, specialista in psicologia clinica dell’età evolutiva e in psicoterapia della famiglia e fondatrice dell’Istituto Change, ha parlato delle possibili conseguenze di questa vicenda sulle sorelline di Beatrice.Secondo l’esperta, le due bambine potrebbero aver trovato un “loro modo di reggere alla situazione” anche se l’elemento traumatico è “aver sperimentato una relazione in cui non ci si può fidare di chi dovrebbe prendersi cura di te”.La cosa principale in questo momento, sottolinea Quadrino, è “esplorare con estrema cautela la relazione”. Sulla versione falsa concordata con la mamma e il compagno, l’esperta spiega che le domande dovranno essere fatte con cautela per non rischiare di violare “l’equilibrio fragile che si sono costruite per sopravvivere”.