Il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri, dal congresso Uiltec di Catanzaro, scuote le coscienze: "Non fermatevi agli esecutori, bisogna identificare i clan che garantiscono l'impunità"

La strage di Amendolara non può essere archiviata come un semplice fatto di cronaca nera o un tragico incidente. Per il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, ci troviamo di fronte a una realtà ben più atroce: una vera e propria tratta degli schiavi gestita all’ombra del potere criminale.Intervenuto a margine del IV congresso nazionale della Uiltec a Catanzaro, Bombardieri ha sollevato un interrogativo inquietante sulla gestione del caporalato: “Pensate veramente che due persone che vengono da fuori Italia possano gestire il caporalato in un paese senza la copertura della mafia?”.

Oltre i colpevoli materiali, la responsabilità dei clan

Secondo il leader sindacale, le indagini non devono limitarsi a individuare i responsabili materiali del rogo del minivan sulla Statale 106, ma devono puntare dritto al sistema che permette a questi crimini di prosperare. “Non basta identificare chi ha dato fuoco alla macchina, ma bisogna scoprire le coperture che quei due delinquenti avevano”, ha tuonato Bombardieri, sottolineando con forza che in Calabria certe operazioni non avvengono senza l’avallo delle cosche.“Mi aspetto e spero che si parli non di incidente sul lavoro, non solo di caporalato, ma si parli di tratta degli schiavi”, ha aggiunto, ribadendo la necessità impellente di identificare quale clan mafioso garantisca protezione a chi sfrutta e violenta i lavoratori nei campi.