Il bracciante sopravvissuto alla strage di Amendolara è sotto protezione. La Flai-Cgil denuncia una rete di caporalato organizzata e radicata in Calabria
Il bracciante sopravvissuto alla strage di Amendolara posto sotto protezione, insieme a un altro lavoratore agricolo che, per motivi di salute, non si era recato al lavoro il giorno della tragedia. La conferma arriva dal segretario generale della Flai-Cgil, Giovanni Mininni, intervenuto ai microfoni di Radio 24.
STRAGE DI AMENDOLARA, BRACCIANTE SOTTO PROTEZIONE
«Abbiamo messo sotto protezione questa persona e l’altro collega – ha spiegato Mininni –. Gli cambieremo il domicilio e, dopo che stamattina (mercoledì 3 giugno 206) sarà ascoltato nuovamente dal giudice, li porteremo in un luogo sicuro». Una decisione presa alla luce del contesto ritenuto ancora pericoloso nell’area.
Il sindacalista ha evidenziato come il fenomeno non sia isolato, ma inserito in una rete più ampia e strutturata: «Un caporale non è ancora stato arrestato, ma esiste una rete che agisce sul territorio e che portava quotidianamente i braccianti a lavorare verso il Metapontino, nell’area di Scanzano».











