Introduzione
L’economia europea, anche a causa dello shock provocato dalla guerra in Iran e la chiusura dello Stretto di Hormuz, sta faticando e in particolare a essere in difficoltà è il settore manifatturiero: gli indici di S&P mostrano come a maggio si sia registrata una discesa dell'attività a 51,6 da 52,2 segnato ad aprile, che era stato un massimo di quattro anni. Se la Germania a 50,1 è a un passo dalla stagnazione, l'Italia - anche grazie all'accumulazione di scorte visti i venti di incertezza - accelera ai massimi di quattro anni a 52,9. Mettendo insieme servizi e manifattura, S&P segnalava un Pil dell'area euro in probabile calo dello 0,1% nel secondo trimestre. Nonostante questo, la Banca Centrale Europa sembra essere intenzionata ad alzare i tassi a giugno in assenza di una chiara soluzione a breve termine della guerra in Medio Oriente.
Quello che devi sapere
Lo scenario secondo la BCE
L’intenzione della BCE sembra essere stata confermata da Isabel Schnabel, componente del comitato esecutivo dell'istituto centrale: secondo lei di fronte allo shock energetico "non possiamo più guardare oltre" come fosse temporaneo. La presa di posizione di Schnabel, considerata 'falco' anche se spesso aperta a posizioni moderate nel Consiglio Bce, arriva dopo che sembrano allontanarsi le aspettative di una tregua durevole fra Israele e Stati Uniti da una parte, e l'Iran dall'altra. Uno scenario che aveva spinto la presidente Lagarde alla prudenza: cosa la Bce deciderà "lo saprete l'11 giugno", ha detto pochi giorni fa.











