In attesa delle mosse della Fed, ora in mano a Fred Warsh, la Banca centrale europea sembra orientata a muoversi in direzione del rialzo dei tassi, alla luce delle difficoltà a lungo termine provocate dal conflitto in Iran. Dolori forti per Germania e Italia, la prima in crescita al rallentatore e la seconda con il maggior debito dell’EurozonaCon la riapertura dello strategico Stretto di Hormuz, e quando finalmente la tregua tra ayatollah e Usa sarà ufficializzata, l'attenzione dei mercati (la Borsa di Milano lunedì scorso ha superato di slancio il record storico dei 50.220 punti) tornerà a concentrarsi sulle prospettive di inflazione e le possibili mosse delle banche centrali. Le previsioni che vanno per la maggiore vedono una Federal Reserve del neogovernatore Kevin Warsh ferma sui tassi almeno per qualche mese, forse addirittura fPer continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Vittorio Da RoldDopo essersi laureato alla facoltà di Storia e Filosofia dell'Università degli Studi di Milano ha iniziato la carriera di giornalista nel 1986 a ItaliaOggi di Marco Borsa e Livio Sposito dopo aver collaborato all'Ipsoa di Francesco Zuzic e Pietro Angeli. Segue la politica estera e l'economia internazionale con un occhio di riguardo per tutto ciò che è ad Est rispetto all'Italia: dalla Polonia alla Turchia, dall'Austria alla Grecia fino ad arrivare all'Iran. È stato Media Leader del World Economic Forum.