Solo una concessione piccola piccola al governo Meloni, più politica che di sostanza. Questo il magro risultato della lunga trattativa che per giorni ha visto contrapposti Palazzo Chigi e il Berlaymont, sede dell’esecutivo europeo, riguardo alla possibilità di arginare il caro energia usando flessibilità di bilancio. Con la lettera della premier a von der Leyen, Roma chiedeva margine di manovra fiscale per calmierare l’impennata dei costi energetici analogo a quello concesso da Bruxelles per le spese militari. L’Ue ha sempre insistito sulla linea delle misure mirate e temporanee, che si traduceva nel no al taglio delle accise, giudicato un provvedimento tampone. E ha tenuto il punto sulla necessità di investire in rinnovabili, in vista dell’obiettivo finale della decarbonizzazione.
La risposta alle richieste contenute nella lettera di Meloni arriverà oggi, quando in mattinata il responsabile Ue all’economia, Valdis Dombrovskis, dettaglierà le raccomandazioni macroeconomiche del Semestre europeo. Non arriverà invece, al contrario di quanto ci si aspettava, una risposta formale firmata dalla presidente della Commissione. Alla vigilia delle raccomandazioni, fonti dell’esecutivo rendono noto che basterà l’annuncio del pacchetto economico. Von der Leyen preferisce non esporsi direttamente.














