Lettera a von der Leyen: "Ci vuole coerenza politica: non si può autorizzare solo la spesa militare mentre le famiglie sono in difficoltà". Giorgetti alle prese con la proroga del taglio delle accise

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Il governo serra i ranghi sulla richiesta all'Europa di allentare temporaneamente i vincoli del Patto di stabilità per fronteggiare l'emergenza energetica. Con una lettera inviata alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, la premier Giorgia Meloni ha chiesto infatti di estendere "temporaneamente il campo di applicazione della clausola di salvaguardia nazionale, già prevista per le spese di difesa, anche agli investimenti e alle misure straordinarie necessarie per fronteggiare la crisi energetica". Una mossa che aumenta il pressing su Bruxelles già esercitato da settimane dal ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, per sostenere famiglie e imprese. La richiesta italiana arriva in un momento particolare per i mercati energetici mondiali, con le scorte di petrolio ai minimi da quasi dieci anni e il blocco dello Stretto di Hormuz che continua a frenare il traffico delle petroliere. Una situazione che rischia di alimentare nuovi rincari su carburanti e bollette proprio mentre l'Europa mostra segnali di rallentamento economico.Nella missiva a Bruxelles Meloni lega esplicitamente sicurezza energetica e sicurezza strategica europea. "Lo straordinario incremento dei costi energetici che stiamo subendo rappresenta una circostanza eccezionale al di fuori del controllo degli Stati membri con pesanti ripercussioni sulle finanze pubbliche", ha scritto la presidente del Consiglio aggiungendo che "non possiamo giustificare agli occhi dei nostri cittadini che l'Ue consenta flessibilità finanziaria per sicurezza e difesa strettamente intese e non per difendere famiglie, lavoratori e imprese da una nuova emergenza energetica che rischia di colpire duramente l'economia reale".In assenza di questa necessaria coerenza politica, ha concluso Meloni, "sarebbe molto difficile per il governo spiegare all'opinione pubblica un eventuale ricorso al programma Safe alle condizioni attualmente previste", avverte Meloni, sottolineando come "la sicurezza dell'Europa non si misura soltanto nella capacità militare", ma anche "nella possibilità per le imprese di continuare a produrre, per le famiglie di sostenere i costi energetici, per gli Stati di garantire stabilità economica e sociale". La linea del governo trova immediato sostegno nella maggioranza. Fonti del Carroccio parlano di una scelta "nella direzione da sempre auspicata dalla Lega". Anche Maurizio Lupi (Nm) ha rilanciato il tema della sovranità energetica chiedendo "una strategia europea che preveda una deroga al Patto di stabilità per gli investimenti nel settore energetico".Sul piano interno, intanto, il dossier più urgente resta quello delle accise. Lo sconto introdotto a metà marzo dopo l'impennata del petrolio scade questa settimana e il governo sta valutando una proroga del taglio attuale - 20 centesimi sul gasolio e 5 sulla benzina - cercando però nuove coperture finanziarie. Finora la misura è costata quasi 1,3 miliardi di euro al bilancio pubblico e per allungarla di altre tre settimane servirebbero almeno 340 milioni. Il nodo si intreccia con l'obiettivo di mantenere il deficit sotto il 3% del Pil (2,9% il livello indicato dal Dfp per il 2026) e con il rifinanziamento degli aiuti agli autotrasportatori, altra voce sensibile per la maggioranza. Di qui la richiesta di scomputare gli interventi anticrisi dal calcolo del disavanzo.Il quadro internazionale, però, continua a peggiorare. Le scorte mondiali di petrolio si stanno assottigliando a una velocità che preoccupa mercati e governi. Secondo Ubs, entro la fine di maggio potrebbero scendere al livello più basso dal 2016: circa 7,6 miliardi di barili contro gli 8,2 miliardi registrati a febbraio. Un calo che avviene nonostante il rilascio di parte delle riserve strategiche da parte di diversi governi e un rallentamento della domanda osservato ad aprile.