La sicurezza europea non è soltanto militare.

Passa anche dalle bollette, dai margini delle imprese, dalle famiglie, dalla tenuta sociale dell’economia. È per questo che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha chiesto ufficialmente all’Unione Europea un’estensione della National Escape Clause – la clausola di salvaguardia naizonale, già prevista per le spese legate alla difesa – anche agli interventi straordinari contro il caro energia.

In una lettera scritta e inviata alla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, la premier ha sollecitato la possibilità di deviare dai vincoli sui conti pubblici «in ragione delle circostanze eccezionali» innescate dalla corsa dei beni energetici.

«L’Italia ritiene necessario estendere temporaneamente il campo di applicazione della clausola di salvaguardia nazionale, già prevista per le spese di difesa, anche agli investimenti e alle misure straordinarie necessarie a fronteggiare la crisi energetica».

La clausola evocata è quella che consente agli Stati membri di procedere in deroga alle regole di bilancio europeo: un meccanismo, secondo l’esecutivo italiano, oramai indispensabile stante la fiammata dei prezzi energetici, legata alle tensioni in Medio Oriente e nello Stretto di Hormuz.