Misure «mirate e temporanee» ma senza tagli generalizzati alle accise. Da Bruxelles è arrivata l'attesa apertura alla richiesta di Roma di maggiore flessibilità fiscale contro il caro energia. I Paesi Ue, Italia inclusa, potranno chiedere l'estensione anche all'energia della deroga al Patto di Stabilità prevista per le spese di difesa, entro un margine dello 0,3% del Pil all'anno dal 2026 al 2028 e con un tetto cumulativo dello 0,6% nel triennio. La flessibilità si applicherà retroattivamente per le «misure intraprese a partire da febbraio 2026», dall'inizio della guerra in Iran. E per l'Italia - una volta attivata la clausola di salvaguardia nazionale - il margine potrebbe valere fino a quasi 14 miliardi nel triennio.
Si è detto «soddisfatto» il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, per un'apertura con cui Bruxelles «ha recepito le nostre proposte, frutto di un lavoro lungo, serio e riservato». Il Mef attende ora dettagli più precisi sui «limiti di utilizzo» della deroga. Ma intanto è il commissario all'Economia, Valdis Dombrovskis, a chiarire subito che la flessibilità «non coprirà misure di sostegno che incentivano il consumo di combustibili fossili, come i tagli mirati delle accise», ha detto in conferenza stampa presentando il pacchetto di raccomandazioni del semestre europeo, con cui Bruxelles allinea le politiche economiche dei Ventisette. Avverte inoltre che la riduzione «non mirata» delle accise sui carburanti rischia di comportare «costi fiscali elevati».










