Ottant'anni. Ottant’anni da quel risultato elettorale che trasformò radicalmente la storia del nostro Paese. Ottant'anni da quando le donne italiane diventarono cittadine a pieno titolo. Nella primavera del 1946 molte di loro avevano già votato nella prima tornata di consultazioni amministrative, ma furono le elezioni del 2 giugno del 1946 a essere parte della nostra memoria collettiva: quasi 13 milioni di donne votarono per definire le sorti del nostro Paese.

Il legame tra la nascita della nostra Repubblica e l’emancipazione femminile costituisce un capitolo indissolubile della memoria nazionale. Nel 1946 le donne non furono semplici spettatrici ma, per la prima volta, protagoniste di un collettivo cambiamento. Mi chiedo spesso cosa pensassero quelle donne mentre aspettavano in fila. Molte di loro erano sopravvissute alla guerra, alla fame, all'occupazione. Avevano tenuto insieme famiglie, avevano lavorato nei campi e nelle fabbriche, avevano resistito, alcune letteralmente, con messaggi nascosti nelle loro gonne, partigiane che di questo Paese sono forse la coscienza più nitida e più rimossa. E quel giorno si ritrovarono lì, davanti a un'urna, con la possibilità concreta di scegliere. Non più di subire. Le cronache dell’epoca restituiscono l’immagine di file composte e silenziose davanti ai seggi, con milioni di donne consapevoli di stringere tra le mani un potere inedito, unico, che dovremmo ricordarci di avere ogni volta che siamo chiamati ad esercitare il nostro diritto di voto, che è un diritto di scelta, di libertà, di partecipazione democratica.