Difendere la Ferrari Luce, presentata in questi giorni, è un compito un po’ masochistico, vista la valanga di critiche e visto che non sono un’intenditrice di macchine, anzi le macchine vorrei proprio toglierle dalle strade.
La levata di scudi contro la nuova Ferrari però mi ha stupito. A me il design piace; anche il colore con cui è stata presentata, azzurro, e pure il nome, Luce, piacciono. Mi ha fatto impressione (negativa) che al lancio fosse presente, oltre Mattarella – presenza che capisco – persino il papa, ma spero almeno che in cambio Ferrari abbia fatto una cospicua donazione per coprire i bisogni di un paio di ospedali nei paesi in via di sviluppo.
Ma venendo alla macchina e, anche, alla transizione ecologica, a cui dovrebbe essere idealmente legata. Da sempre tutti gli esperti di transizione, ma bastano competenze minime per capirlo, sostengono che le case automobilistiche europee abbiano del tutto sbagliato sulla scelta dell’elettrico, laddove è stata fatta. Sono arrivate sul mercato macchine di alta gamma, con costi molto elevati, super rifinite, ma destinate a un ceto medio, alto o altissimo. La gran parte della popolazione è rimasta esclusa da ogni possibilità di acquistare un’auto elettrica perché troppo costosa, suggerendo così l’idea che la transizione fosse roba per ricchi.













