Certe volte, mi domando come è possibile che viviamo in un paese così ostile a tutte le innovazioni. Esempio recente: la nuova Ferrari elettrica “Luce”. Avete notato sicuramente l’ondata di critiche che sono passate sui vari social e sulla stampa. Molti l’hanno giudicata un tradimento. Persino il colore blu delle immagini del nuovo modello è stato considerato offensivo.
Ora, pensateci un attimo. La Ferrari non è mai stata un “auto del popolo”. È sempre stata un’auto ad altissimo livello tecnologico, apprezzata per questo da quelli che se la potevano permettere. Un’auto che rappresentava, e tuttora rappresenta in molti modi il prestigio dell’ “Azienda Italia”. Ma il mercato internazionale delle auto sta rapidamente cambiando, orientandosi verso la trazione elettrica, e questo specialmente nelle sezioni dei veicoli di lusso, dove la Ferrari compete. In Cina, il mercato più importante al momento, le auto elettriche/ibride stanno soppiantando quelle tradizionali specialmente nelle zone urbane a più alto sviluppo economico. I costruttori europei si sono accorti che devono elettrificare, altrimenti le loro auto in Cina non le vuole più nessuno.
La Ferrari ha fatto semplicemente quello che altri costruttori europei stanno facendo. Che senso avrebbe insistere con tecnologie che stanno rapidamente diventando obsolete? Eppure questo è stato il senso delle critiche: bisogna rimanere legati ai vecchi motori termici rombanti. Un po’ come se in Italia dovessimo ancora avere l’Ansaldo o la Breda che costruiscono locomotive a vapore perché e la loro tradizione e che le potessimo esportare in Cina.











