Una delle principali strategie di marketing sostiene che, nel bene o nel male, l’importante sia far parlare di sé. E della Ferrari Luce, in effetti, si sta parlando parecchio. La prima auto elettrica sfornata a Maranello sta raccogliendo giudizi contrastanti: operazione vincente o flop assoluto? È ancora troppo presto per dirlo. Ma gli spunti di discussione non mancano. Per alcuni si tratta di un geniale giocattolo tecnologico, che ambisce a collocarsi accanto a Tesla e alle auto cinesi nel mercato dell’elettrico di lusso. Per altri - e per il momento sembrano in maggioranza - una macchina del genere non sarebbe nemmeno degna di portare inciso il celebre cavallino rampante. Secondo Flavio Briatore Luce ha un grande vantaggio: “Questa i cinesi non ce la copieranno”. Per Luca Cordero di Montezemolo “sarebbe il caso di togliere il cavallino”. Mentre Carlo Calenda, che in Ferrari per un po' ha lavorato, l’ha definita “un insulto estetico a chi ama il Cavallino”.
All’indomani della presentazione della nuova auto tutta elettrica, Ferrari ha chiuso in rosso a Piazza Affari con un calo dell’8,4%, perdendo quasi 5 miliardi di euro di capitalizzazione. A preoccupare gli esperti sono soprattutto il prezzo molto elevato - 550 mila euro, circa 90 mila in più rispetto all’attuale modello più costoso della casa di Maranello - e i dubbi sulle prospettive di vendita. L’obiettivo del progetto, del resto, non sembra essere quello di compiacere gli appassionati storici del marchio, quanto piuttosto quello di conquistare nuovi clienti, soprattutto tra i giovani tecno-milionari della Silicon Valley. Non a caso, circa la metà degli invitati all’evento di lancio della nuova vettura non era proprietaria di una Ferrari, mentre in passato questa quota oscillava tra il 10 e il 20%.










