Le hanno già dato della macchina sbagliata. Troppo diversa, troppo alta, troppo elettrica, troppo poco Ferrari. La Luce, prima auto interamente elettrica della storia di Maranello, è stata presentata a Roma a fine maggio, e il verdetto di una parte degli appassionati è arrivato prima ancora delle prime curve. La cosa curiosa è che Ferrari non aveva nessun bisogno di esporsi così. Nel 2025 ha toccato novantamila clienti attivi, un quinto in più rispetto a tre anni prima, con ricavi sopra i sette miliardi e una domanda di termiche e ibride mai così alta. Avrebbe potuto continuare a fare quello che sa fare meglio. Ha scelto di mettersi in discussione proprio mentre tutto le andava bene.
Quelle parole, poi, le abbiamo già sentite. È più o meno quello che si disse di un’altra auto italiana, la Fiat Multipla. Quando arrivò, nel 1998, fu fatta a pezzi. Giornalisti, appassionati, pubblico, tutti d’accordo nel definirla un errore. Troppo strana, troppo fuori scala, troppo lontana da come ci si aspettava che fosse fatta un’automobile. Oggi quella stessa Multipla si studia nelle facoltà di design e una sua versione è finita nelle collezioni permanenti del MoMA di New York, citata come esempio di un progetto capace di rompere le regole.













