Alle Longhena, l’adozione alternativa si fa da almeno dieci anni. Una scelta con ampi margini di libertà che ogni docente declina come ritiene opportuno. Tra loro Federico Bernini, maestro di italiano, quest’anno in seconda, che sta sperimentando la scuola senza manuali spiegando anche a colleghi di altri istituti come si fa.
Maestro Federico, ma come si fa a insegnare a leggere e scrivere senza libri?
«I miei alunni hanno imparato a leggere con le frasi inventate da loro. Ogni settimana sceglievamo una lettera e li invitavo a dirmi tutte le parole con quell’iniziale poi componevamo le frasi. Con o: “Oggi osserva oche ordinate”, con e, eravamo ad Halloween: “Ectoplasma esplode”. Se le ricordavano e hanno imparato a riconoscere le lettere e a leggere. Ora da quelle stesse frasi ricaviamo le regole grammaticali».
Non la fa un po’ semplice?
«No, vengo assalito anche da dubbi tremendi: oddio non stanno imparando nulla. Ma non è vero, si va più lenti ma apprendono a fare sintesi. Il metodo esiste dagli anni ‘70».











