di

Valerio Cappelli

Con un budget di oltre 250 milioni di dollari, il film del regista premio Oscar è già criticato: si dice troppo dark, troppi toni patinati, troppa cartapesta di Hollywood

L’ambizione di Christopher Nolan è che gli spettatori si sentano in barca con gli eroi del suo film. Il mare di Favignana è profondo, scuro come questa storia, ambientata nel XII secolo avanti Cristo, che ha già fatto alzare a tanti studiosi, polemisti e perfino a quel provocatore di Elon Musk, le sopracciglia in modo aggrottato. Il 16 luglio esce Odissea. Già si dice troppo dark, troppi toni patinati, troppa cartapesta di Hollywood. Ma fosse solo questo. Seguiremo Ulisse nel suo pericoloso viaggio verso casa dopo la guerra di Troia. Gli incontri con Polifemo, le Sirene, la maga Circe, fino al ricongiungimento con sua moglie Penelope. Ma il viaggio del ritorno non è solo geografico, è il percorso di un uomo che cambia, perde compagni, commette errori, resiste, dove l’intelligenza e l’astuzia contano più della forza. La perdita, le tentazioni, il riconoscimento.

Il budget è stimato in oltre 250 milioni di dollari, ed è tutto larger than life per il regista che con Oppenheimer ha spostato i confini del cinema, a dispetto della sua figura austera e senza fronzoli. Intanto c’è il formato Imax da 70 mm. E poi anche il cast hollywoodiano è kolossal, con Matt Demon nei panni di Ulisse che dice, «film come questo non si fanno più, e non ci sono molti attori 50enni protagonisti di questi progetti titanici, l’ho visto come l’ultimo film che avrei mai girato». Anne Hathaway è sua moglie Penelope e Tom Holland, Telemaco, Benny Safdie è Agamennone, Zendaya è Athena, Robert Pattinson come Antinous e Charlize Theron nei panni di Calipso. Lupita Nyong’o, oltre che Clitennestra, impersona sua sorella Elena di Troia, la donna più bella del mondo capace di scatenare un conflitto decennale, ma anche, nei giorni scorsi, una tempesta mediatica.