“Odissea” non smette di far discutere. In queste ultime ore infuria la polemica sul web, ritornano in auge le critiche a Christopher Nolan per il casting, per le scelte e la sua visione. Tutto questo naturalmente senza aver visto il film, senza aver avuto modo di comprendere il suo progetto artistico, insomma semplicemente “pour parler”. Oppure no? Ci sono alcuni aspetti che potrebbero in effetti nascondere qualche criticità.

Christopher Nolan ha avuto per vent'anni il sogno di tradurre in immagini le gesta dell'eroe greco per eccellenza. “Odissea” in effetti è solo l'ultima trasposizione del celebre navigatore e guerriero. Tra grande e piccolo schermo non sono mancati capolavori e trasposizioni memorabili di Ulisse e dei suoi vent'anni in giro per il mondo.

Christopher Nolan, reduce dal successo di “Oppenheimer”, ha avuto carta bianca per un progetto da 250 milioni di dollari, che dovrebbe, stando alle sue intenzioni, riportarci dentro il poema omerico per come fu concepito. Almeno sulla carta. Sì perché in realtà da quello che si è visto fino ad ora, Nolan si è preso diverse (e legittime) libertà. Ed il casting, come spesso capita da anni a questa parte, è diventato oggetto del contendere in modo massiccio. Non è più il caso di fare ipotesi, visto che si è capito anche chi interpreterà chi. Ed allora, il doppio ruolo di Lupita Nyong'o nei panni di Elena di Troia e di Clitemnestra a molti in queste ore non sta proprio bene. Lo stesso per ciò che riguarda Elliot Page che sarà (pare) nientemeno che Achille, il più grande guerriero della storia e Zendaya come Atena.