"Trenta milioni di euro e la mensa chiude prima della scuola". Parte da qui la richiesta di spiegazioni del centrosinistra massese all’amministrazione sulla sospensione anticipata del servizio di refezione scolastica. Una decisione che per l’opposizione fotografa una contraddizione difficile da ignorare: da un lato un servizio considerato centrale per la scuola pubblica, dall’altro la sua interruzione proprio a ridosso della fine delle lezioni, quando l’organizzazione nelle famiglie è ormai pienamente strutturata. Il tema è stato affrontato ieri in conferenza stampa dai consiglieri comunali Enzo Romolo Ricci, Dina Dell’Ertole, Stefano Alberti e Daniele Tarantino. "In commissione Istruzione abbiamo chiesto chiarimenti dalla dirigente competente e dall’assessora delegata – ha spiegato il capogruppo Pd, Ricci – ma non ce ne sono state date. Non siamo informati del perché si sia deciso in modo autonomo di attuare questa sospensione alla quale devono sopperire le famiglie o le scuole". Nel mirino dell’opposizione, che ha diffuso una nota sottoscritta anche dai consiglieri Gabriele Carioli, Giovanna Santi e Ivo Zaccagna, c’è soprattutto il rapporto tra la decisione – motivata dall’amministrazione anche da "mancanza di risorse economiche", secondo le informazioni raccolte dalla minoranza – e il project financing da circa 30 milioni di euro che regola la gestione del servizio mensa per i prossimi 12 anni, affidato alla società Gazzoli e Soci, rispetto al quale viene chiesto come sia possibile una interruzione prima della fine della scuola. "L’assenza alla seduta della dirigente Simona Benetti e dell’assessora Monica Bertoneri – si legge nel comunicato –, senza alcuna proposta di rinvio o nuova convocazione, rappresenta un fatto politicamente grave e una mancanza di rispetto nei confronti del Consiglio comunale, delle famiglie e della città. La scelta dei consiglieri di opposizione di abbandonare la seduta è stata un atto politico chiaro: non possiamo accettare che su temi così delicati si eviti il confronto istituzionale. "Le famiglie si sono così ritrovate con un problema concreto e immediato da gestire" ha aggiunto Ricci, sottolineando come la questione non riguardi solo l’organizzazione scolastica ma anche la pianificazione quotidiana dei genitori: "La decisione crea problemi sui trasporti, gli alunni escono prima del previsto, ma anche sui lavoratori che preparano il cibo, a cui probabilmente verrà trattenuta parte dello stipendio, dovranno preparare meno pasti". "In una mail ricevuta dai genitori il 19 maggio – ha precisato Dell’Ertole – si dice che le mense sarebbero state garantite fino alla fine dell’anno scolastico. Il giorno dopo è invece arrivato il contrordine. C’è stato evidentemente un cortocircuito che ha creato difficoltà alle famiglie, che si sono rivolte a noi. Ma noi, più di chiedere spiegazioni all’amministrazione non possiamo fare". Per Stefano Alberti il nodo è anche politico e gestionale: "Un progetto di queste dimensioni dovrebbe garantire continuità – ha osservato – e invece ci troviamo davanti a un’interruzione che merita chiarimenti puntuali". "Il disagio è evidente soprattutto per chi deve conciliare aspetti economici e lavorativi – ha chiuso Tarantino – Ai genitori è stato annunciato con un sms e con un preavviso minimo".
Mense chiuse in anticipo: "Una mancanza di rispetto verso le famiglie e la città"
L’affondo dei consiglieri di minoranza che hanno chiesto chiarimenti. Criticate le modalità di comunicazione: "Genitori avvisati con un sms".













