MESTRE - Il "sacrificio" lo hanno fatto quei pasti gettati via. Centinaia di pasti non consumati, ma che mercoledì scorso - come ogni giorno - erano stati preparati per le mense scolastiche dei plessi della città. Un numero ancora da definire con precisione, sul quale vuole andare a fondo Maika Canton, assessora uscente (ma comunque ancora in carica) alle Politiche educative, ma che solo per l'Istituto comprensivo Grimani di Marghera, è superiore a 200. E tutto perché altrettante famiglie non hanno comunicato per tempo che avrebbero tenuto a casa i loro figli in occasione della "Festa del sacrificio", l'Eid al-Adha che è una delle ricorrenze più importanti del calendario islamico.
LA COMUNICAZIONE "Oggi, mercoledì 27 maggio, il servizio mensa dell'IC Grimani ha buttato via oltre 200 pasti a causa delle assenze di bambine e bambini che non erano state comunicate, con un evidente sperpero di risorse pubbliche che ricadono anche sulla comunità". È la comunicazione del dirigente scolastico della Grimani, Massimo Cono Pietropaolo, che è stata indirizzata l'altroieri ai genitori interessati delle scuole primarie Grimani e Visintini che contano complessivamente 600 alunni, quando ci si è accorti che le classi erano semivuote in occasione della festa islamica. Quindi il promemoria: "Si ricorda a tutti i genitori che qualora, per qualsiasi motivo, non intendano usufruire del servizio mensa, devono tempestivamente sospenderlo chiamando i numeri telefonici dedicati entro le ore 9 del giorno interessato o utilizzando la App Pastel Mobile". «Sia chiaro - precisa ancora il preside - si tratta di un discorso che vale per qualsiasi religione e per qualunque assenza. La nostra scuola ha una procedura interna per la mensa che deve essere rispettata, proprio con l'obiettivo di evitare gli sprechi». LE VERIFICHE «Non ho ancora il quadro completo di quanto è avvenuto nella giornata di mercoledì, ma ho chiesto agli uffici di fare delle verifiche non solo per questo istituto, ma per tutte le scuole della città - afferma Maika Canton -. Eticamente trovo profondamente scorretto dover buttare via del cibo per una mancanza di questo tipo. E comunque, anche per le famiglie che sono esentate dal pagamento dei buoni pasto per motivi economici, il regolamento parla chiaro: in mancanza di comunicazione dell'assenza da scuola, i genitori dovranno pagare i pasti non consumati». È probabile che già nella giornata odierna arrivi la "conta" dei pasti gettati visto che, nonostante il Comune abbia meritoriamente attivato il progetto "La mensa che non spreca" per recuperare il cibo e consegnarlo alle mense dei poveri o alla Casa dell'ospitalità, nessuno era preparato ad affrontare un evento simile in un solo giorno, né ci sarebbe stato spazio nei frigoriferi per conservare una quantità simile di pietanze. Altre decine, se non centinaia di pasti, sarebbero stati buttati anche in altre scuole dove gli alunni di religione musulmana sono più numerosi. E l'appello a non sprecare il cibo è stato lanciato via Facebook anche dal genitore di una alunna della Grimani, Kamrul Islam Regan, che si è rivolto a tutta la comunità islamica residente in città: «Qui non ci sono vacanze da scuola nei giorni dell'Eid (le feste islamiche, ndr.), ma la maggior parte delle famiglie musulmane non manda i propri figli a scuola. Sia che tu abbia cibo gratis o che paghi, pensaci prima che il cibo venga sprecato».










