Un pranzo con contorno di polemiche. Da ieri, 18 marzo, è iniziata la distribuzione dei pasti nei piatti riutilizzabili nella maggior parte delle scuole baresi in cui è attivo il servizio mensa: una novità introdotta per ridurre gli sprechi e incentivare il riuso, anche grazie all’uso di lavastoviglie di cui gli istituti sono stati dotati. Ma se la buona causa che anima lo stop dell’usa e getta sembra essere piaciuta alle mamme e ai papà dei 3.200 studenti inclusi in questa prima fase di sperimentazione, lo stesso discorso non è valido per la fornitura di stoviglie da parte dell’azienda, la Ladisa Ristorazione. Le nuove stoviglie, in acciaio e melamina, una resina dura utilizzata tipicamente per questi oggetti, sarebbero già usurati. Ai piatti, infatti, mancherebbe già il film protettivo della resina, e ci sarebbero graffi e segni dei precedenti utilizzi.
Un primo giorno nero, dunque, per i genitori degli bimbi della sezione dell’infanzia, del plesso San Filippo Neri, Massari-Galilei. Il gruppo assaggio, trovatosi di fronte a questa situazione, si sarebbe quindi ribellato, sottolineando la gravità della situazione e chiedendo di far mangiare i bambini negli “usa e getta” utilizzati fino a qualche giorno prima: “Non volevamo assolutamente che usassero quei piatti - racconta una mamma del gruppo assaggio - visto che erano ingialliti e unti, oltre che completamente raschiati. L’ispettrice di Ladisa ha segnalato all’azienda il nostro punto di vista, ma hanno comunque servito il pranzo in quelle stoviglie”.






