Un disguido al portafoglio elettronico della famiglia e al bimbo è negato il pasto in una scuola di Matera; rimasto digiuno, la mamma diffida il Comune
Diffida al Comune e soprattutto richiesta «Di un cambio immediato delle procedure organizzative affinché nessun altro bambino debba subire un simile trauma». Il caso del bambino lasciato a digiuno a scuola è ora preso in carico dall’avvocato Angela Maria Bitonti che sottolinea nell’atto inviato all’amministrazione comunale quanto sia inaccettabile «Sanzionare i minori per le questioni economiche che riguardano i genitori – e annuncia che la famiglia del minore sarebbe pronta a ricorrere alle vie legali.
Un caso già segnalato a L’Altravoce – il Quotidiano la settimana scorsa nella lettera della mamma del minore che si definiva «Arrabbiata e disgustata». Per un disguido nel budget del portafoglio elettronico della famiglia (non segnalato dall’alert previsto in questi casi, ha scritto la donna, ndr.), dall’istituto scolastico frequentato dal bambino era arrivata una telefonata per avvertire la mamma che il piccolo non avrebbe avuto diritto al pasto e che doveva lasciare la scuola quel giorno.
Alle rimostranze della donna che, impegnata sul posto di lavoro, aveva chiesto la possibilità di usufruire di un «Pasto di emergenza», era stato opposto un no. «Rispondo perciò che – scriveva ancora nella lettera – poiché il Comune paga una quota fissa alla ditta appaltatrice del servizio per ogni iscritto al servizio mensa, sono tenuti a dare al bambino almeno il primo piatto, ma mi viene ripetuto che, ‘da regolamento’ devo andare a prendere mio figlio».







