Un libro di Castellani e Quagliariello racconta il successo democratico del postfascismo. E di come la Costituzione attribuì il potere ai partiti e come la stessa Costituzione l’ha poi trasferito al Quirinale

Cambiare la Costituzione non porta bene, chi ci prova lo fa a suo rischio e pericolo. Ma perfino criticarla è diventato sacrilego, come un tempo parlar male di Garibaldi. Domina incontrastato il mito della Carta perfetta che migliore non si potrebbe, addirittura la più bella del mondo: un leit-motiv specialmente adesso che si celebrano gli 80 anni della Repubblica e la retorica abbonda, com’è inevitabile.