Era una delle priorità del governo regionale. E uno dei criteri sulla base dei quali sarebbero stati confermati o “licenziati” i manager della Sanità. Ma dopo quasi quattro anni di legislatura, Agenas inchioda la Sicilia in coda alle classifiche nazionali per i tempi d’attesa per gli esami diagnostici. L’annunciato abbattimento delle liste d'attesa non c'è stato. Anzi, stando ai dati dell'Agenzia che verifica l'efficienza della sanità italiana, tra il 2025 e il 2026 il trend siciliano è in peggioramento.
Eppure, già il 27 ottobre del 2022, a pochi giorni dall'elezione e quando non c'era ancora un assessore alla Salute in carica, il governatore Renato Schifani indicava nella «criticità delle lunghe liste d'attesa nell'erogazione delle prestazioni specialistiche in Sicilia una priorità del governo». Appena due settimane dopo, nel presentare il nuovo assessore, “la manager competente” Giovanna Volo, confidava nel fatto che potesse «dare una forte spinta ai temi delicati della sanità pubblica, dalle liste d'attesa alle aree d'emergenza». La parentesi di Volo terminerà due anni dopo, nel gennaio del 2025.
Intanto, il 27 luglio del 2023, i buoni propositi diventano un vero e proprio “Piano operativo per l’abbattimento delle liste d’attesa negli ospedali siciliani”, approvato dalla giunta, che ha stanziato in quell'occasione 48,5 milioni di euro. «L’azzeramento delle liste d’attesa – confermava in quei giorni il presidente Schifani - è uno dei capisaldi del mio programma di governo». Accanto a lui, l'assessora Volo mostrava ottimismo: «Riusciremo non solo a rimetterci al passo con l’erogazione delle prestazioni, ma anche, a regime, a implementare un sistema che consentirà di non ritrovarci più in situazioni di disagio di cui fanno le spese soprattutto i cittadini». Tra i "pilastri" portanti del Piano la condivisione delle liste d’attesa, col coinvolgimento dei soggetti privati; l’utilizzo di strumenti informatici innovativi ad hoc; la definizione di una nuova struttura organizzativa basata su tre livelli.














