La variante al Pgt non è ancora arrivata in Consiglio, ma ha già aperto uno scontro politico e cittadino. A contestarla sono due fronti diversi: il centrodestra e i comitati ambientalisti. Per ragioni opposte, entrambi bocciano il progetto elaborato dall’assessore all’Urbanistica Marco Lamperti.
Dal centrodestra ad alzarsi è la voce di Marco Monguzzi (foto), consigliere di Fratelli d’Italia e imprenditore edile, che osserva come dietro gli obiettivi ambientali della variante ci sia il rischio di rendere economicamente insostenibili molti interventi. Nel mirino finiscono la riduzione degli indici edificatori, il rapporto uno a uno tra suolo consumato e aree da compensare, gli obblighi di ripiantumazione, l’incremento dei servizi e la quota del 40% di edilizia convenzionata per gli interventi sopra i 5mila metri quadri. "Le regole devono essere realizzabili, altrimenti i cantieri non partiranno e le aree dismesse resteranno ferme", sostiene. "Mettere in concorrenza mercato libero e convenzionata è una narrazione ideologica - continua -. Non abbasserà i prezzi, ma rischia di allontanare gli investimenti e ridurre l’offerta".
Di segno opposto le critiche dei comitati ambientalisti. Per il loro portavoce Giorgio Majoli, ex dirigente dell’Urbanistica comunale, il piano continua invece a concedere troppo spazio al consumo di suolo. "Noi chiediamo un Piano di edilizia popolare che sviluppi davvero l’edilizia pubblica e sociale", afferma. E richiama la giunta al consumo di suolo zero, "promesso e non rispettato". Poi respinge le accuse dell’assessore di essere tra i responsabili delle scelte urbanistiche del passato: "Non sono stato io il progettista del Pgt 2007". E replica sul tema casa per i giovani: "Assurdo dire che non posso parlare perché sono andato in pensione con il retributivo. L’assessore prende più di me".











