Maratona in aula per le controdeduzioni, qualche momento di confusione e più di uno di tensione, infine approvazione per il nuovo Pgt. Via libera al nuovo documento urbanistico della maggioranza di centrodestra. Nodi cardine: rigenerazione urbana, recupero del centro storico, rinascita dell’ex Linificio. Fra le osservazioni della minoranza accolte quella sullo Spazio Città: spugna sull’ipotesi di un’alienazione e di un polo residenziale sull’area che ospita ad oggi gli uffici del Comune. Respinte quasi la metà delle altre, presentate perlopiù dall’opposizione, in parte da operatori e privati. Tre le controdeduzioni della maggioranza affossate al voto. Un lungo confronto "procedurale" sul modus operandi in apertura del consiglio fiume, chiamato a votare, in seno alle 53 osservazioni, la bellezza di 122 richieste di modifica.
Gestione complessa appesantita dalle assenze in maggioranza. In corso di voto qualche errore di conteggio. Al terzo intoppo l’ira del consigliere di maggioranza Martin Gjoni: "Troppa confusione, mi rivolgo al Prefetto". Il sipario più teso a fine seduta, quando in aula ha fatto ingresso, pochi istanti prima della votazione finale, il consigliere leghista Andrea Zappa, "è un mio diritto". La prima rampogna dal presidente del consiglio Giovanni Albano ("ma lei si presenta adesso?"), poi la minaccia di Elena Bornaghi di Obiettivo comune ("Se vota lui me ne vado io") infine il parere dirimente del segretario, "non voti". Sul Pgt, dichiarazioni in aula e in comunicati del dopo. "Scelte sbagliate e confusione, qualche clamorosa marcia indietro e controdeduzioni non argomentate - così Roberto Maviglia – si è persa l’occasione di un confronto costruttivo sul futuro della città". La chiusa per Fabio Colombo: "Un grazie ad Angelo Armentano e all’assessore Deborah Bucca. Ha imposto delle scelte: ma sono state ponderate e meditate".












