a

Il verdetto sul futuro dell’urbanistica capitolina è appeso al tavolo di confronto fissato per martedì prossimo, quando Regione e Campidoglio cercheranno il modo di superare le criticità sollevate dalla direzione regionale Urbanistica sulla delibera comunale che contiene le nuove Norme tecniche attuative del Piano regolatore. Delibera che ieri, di fatto, ha subìto in Assemblea capitolina una pesante battuta d’arresto. La seduta in cui si attendeva l’approvazione finale delle nuove Nta è stata infatti rinviata a giovedì prossimo, in attesa che i tecnici regionali e comunali trovino la quadra. Nel frattempo, un aiuto per oliare il processo potrebbe arrivare grazie a due emendamenti, uno di maggioranza e l’altro proveniente dall’opposizione, che puntano a risolvere due dei nodi più contestati della delibera, modificata in questi mesi con le 1.075 osservazioni accolte dagli uffici comunali.

Il primo punto che dovrebbe essere ritoccato è la necessità di ottenere l’autorizzazione della Soprintendenza ogni qualvolta bisognerà effettuare scavi (si vorrebbe ora limitare l’intervento dell’ente statale solo alle nuove costruzioni). Il secondo punto è invece legato alla ricostruzione degli edifici con aumento di volumetria: nel caso in cui si voglia superare il 10% di premialità, servirà un Piano di recupero da approvare in giunta e anche il parere della commissione capitolina competente. Un modo, insomma, per garantire il primato dell’Aula nelle trasformazioni urbane. Sempre dalla politica, del resto, dovrebbe arrivare la soluzione all’impasse che ha improvvisamente investito le Nta lunedì scorso, con la lettera inviata al Campidoglio dal direttore regionale Emanuele Calcagni.