L’Assemblea capitolina discute questa settimana le controdeduzioni alle osservazioni sulla variante alle Norme tecniche di attuazione (Nta) del Piano regolatore generale. Non è solo un passaggio per addetti ai lavori, ma un atto politico sull’idea di città che si vuole perseguire. Le norme urbanistiche non risolvono da sole la crisi abitativa né fermano automaticamente la rendita. Fissano però limiti, aprono possibilità, stabiliscono priorità. È da qui che bisogna ripartire per discutere di radicalità a sinistra, non dalla contrapposizione tra chi governa e chi lotta.

Roma è in forte trasformazione: investimenti pubblici, Pnrr, Giubileo, pressione turistica, fondi immobiliari, domanda abitativa, crisi climatica, consumo di suolo, nuove povertà, bisogno di servizi e spazi sociali. Un ciclo che richiede un forte presidio del rapporto tra pubblico e privato.

Per noi di Roma Futura radicalità significa stare nel problema. A volte la soluzione è già prevista dalle norme o determinata dai rapporti di forza. Altre volte si creano condizioni nuove, si aprono varchi, si fissano principi e si rafforzano posizioni utili. Anche questo è governo di sinistra: agire dentro i processi per contrastare le disuguaglianze.