Il consiglio comunale di Tolentino, giovedì fino a notte inoltrata, si è acceso sulla discarica, con la mozione del consigliere Pd Luca Cesini per esprimere contrarietà al nuovo impianto a Cantagallo. Tutti si sono detti contrari, ma l’assise non è riuscita, nonostante la sospensione, ad arrivare a un testo condiviso. E alla fine la maggioranza e la consigliera del gruppo misto Cinzia Pucciarelli hanno votato per il testo emendato dal sindaco Mauro Sclavi. "I partiti hanno prevalso sulle esigenze della popolazione" ha commentato Pucciarelli. "La nostra zona ha già dato a sufficienza – ha esordito il sindaco –, considerando anche il Cosmari. All’ultima assemblea Ata non sono uscito dall’aula, ho votato contro motivando la mia scelta: non ho trovato corretto che la graduatoria fosse sovvertita da criteri politici". E si è detto favorevole al termovalorizzatore al plasma di ultima generazione. Il capogruppo di FdI Francesco Colosi, in risposta a Cesini, ha ricordato come l’inceneritore del Cosmari e la discarica in contrada Collina fossero stati autorizzati dalla sinistra, "che ora cerca una verginità sperando che nessuno ricordi quelle decisioni". Ha ribadito la storicità dei luoghi della Battaglia 1815, nel sito di Cantagallo, i numerosi fossi che confluiscono in località Casone, i terreni agricoli e le aziende, la vicinanza con il Castello della Rancia e l’Abbadia di Fiastra. "Non è vero che non rischiamo – è intervenuto l’assessore Diego Aloisi –. Le decisioni non sono state prese nei tempi giusti, ecco perché paghiamo sempre di più l’immondizia. Ma la manovra dell’Ata non ha preservato la credibilità della politica, non è giustificabile con i cittadini". Il presidente del Consiglio Alessandro Massi l’ha definita "un’imboscata politica". Secondo Monia Prioretti (FdI) è contradditorio non volere l’impianto a Cantagallo ed eliminare il criterio politico di aver già ospitato una discarica. Silvia Tatò ha fatto presente che il sito di Pollenza è salito solo dal quarto al terzo posto tra la graduatoria dell’Univpm e quella con i criteri politici. "Non si possono rigettare i criteri aggiuntivi, come quello sul cratere sismico ristretto – ha precisato Tatò –. Macerata poi ha avuto per tanti anni la discarica. La mozione di Cesini rigetta i principi di equità territoriale. I criteri di natura politica e compensativa devono rimanere". Silvia Luconi ha ricordato l’inaugurazione della discarica di Cingoli nel 2014, Comune di centrodestra, quando in Provincia c’era il centrosinistra. La vicesindaco Alessia Pupo, per i ritardi nella situazione attuale, ha parlato di corresponsabilità politica di destra e sinistra.