Lunedì prossimo la nuova delibera anti B&B approderà in Consiglio comunaleRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciUna commissione Sviluppo economico infuocata, alla presenza dell’assessore Jacopo Vicini: le polemiche, le richieste di coinvolgimento dei quartieri, la risposta di Vicini che ha detto che "dai quartieri abbiamo ricevuto mozioni che hanno espresso indicazioni politiche di cui abbiamo tenuto conto". Non un pomeriggio tranquillo. C’era da aspettarselo. Dopo la presentazione alla stampa delle nuove zone di Firenze in cui non sarà possibile aprire affitti brevi turistici, ieri i consiglieri di opposizione – riuniti nella commissione numero 2 di Palazzo Vecchio – hanno manifestato perplessità sulle tempistiche di discussione dell’atto. Un passo indietro: la sindaca Sara Funaro, nel giorno della presentazione della novità, ha detto di aver chiesto di avviare l’iter in Consiglio comunale con carattere d’urgenza. L’obiettivo è quello di arrivare al voto il 4 giugno ma la commissione deve dare parere favorevole: il voto – positivo, non ci saranno sorprese – arriverà oggi. Iter rapidissimo e, per questo, insidioso. "Martedì, nel giorno della presentazione della novità, sono stato fermato a Palazzo Vecchio da alcuni giornalisti – ha tuonato Massimo Sabatini della lista Schmidt –. Mi hanno fatto domande, ma io non sapevo neanche il motivo della loro convocazione. La mattina si è svolta una commissione sviluppo economico, nessuno ha dato la minima informazione su ciò che stava per accadere. Abbiamo trovato tutto sulla stampa, una situazione che a me, da consigliere, non era mai capitata". Matteo Chelli di FdI ha parlato di "grave mancanza di rispetto verso il Consiglio e i consiglieri". Lorenzo Masi del M5s si è detto "dispiaciuto di ciò che è successo. Io non ho potuto aprire il file contenente la relazione, siamo qui ad ascoltare ma non abbiamo potuto approfondire". Dopo i diversi interventi negativi e l’iniziale introduzione del presidente della commissione Enrico Ricci (Pd), ha preso la parola il capogruppo del Pd Luca Milani: "Tale percorso è legittimo perché altrimenti non sarebbe stata permessa questa commissione – ha commentato –. Andiamo avanti, con le polemiche non si comprende la delibera". A quel punto anche Alberto Locchi (Fi) e Giovanni Gandolfo (FdI) hanno sentito l’esigenza di intervenire: "Con le polemiche non si va avanti, ma si va avanti con i buoni sistemi e l’educazione civica", la stoccata di Locchi a Milani. "Se per Milani il modo di procedere è fare una presentazione monocorde da parte del suo assessore allora io dico che non è certo questo il modo - ha attaccato Gandolfo -. Noi non abbiamo gli strumenti per partecipare in maniera costruttiva a questa commissione. È vergognoso". Secondo Francesco Casini di Iv "correre per applicare una norma crea un assurdo". La commissione poi è andata avanti con il dettaglio della delibera e Chelli è tornato alla carica dicendo di "non voler firmare deleghe in bianco" e affermando che sarebbe stato opportuno "inserire i pareri dei quartieri interessati", concetto ripreso anche da Cecilia Del Re di Fd secondo cui la "procedura d’urgenza è irrituale". Pungente anche Alessandro Draghi (FdI): "Sembra che qui emergenza siano cittadini che chiedono un’autorizzazione per fare attività che in Italia è lecita, finché non governerà Pd e Avs". Oggi ci sarà il voto e interverrà in commissione anche il professor Filippo Celata, l’autore dello studio sugli affitti brevi. Ma la partita è ancora lunga. L’assessore allo Sviluppo Economico, Jacopo Vicini commenta: "Abbiamo spiegato le ragioni per cui è stata chiesta la procedura d’urgenza per arrivare nel più breve tempo possibile al confronto e al voto in Consiglio Comunale: è chiaro a tutti che se prolungassimo la discussione pubblica per settimane o mesi, su un provvedimento che prevede divieti, l’effetto della misura perderebbe efficacia e senso. Il dibattito in Commissione è intenso come è giusto che sia per un atto così importante per la città".