Mentre il dibattito politico-istituzionale è tutto concentrato sulla riforma elettorale, il cammino dell’autonomia differenziata va avanti senza grandi clamori mediatici, ma anche senza perdere un colpo sotto l’ostinata regia del titolare degli affari regionali, Roberto Calderoli.
Neanche il severo giudizio della Corte costituzionale – che a fine 2024 ha riscritto da capo i punti cardine della legge correntemente intitolata al ministro leghista – ha interrotto il percorso.
L’ultima volta che ce ne siamo occupati in questa rubrica era il dicembre del 2025 e la notizia principale era la stipula delle pre-intese tra lo Stato e quattro Regioni: Lombardia, Veneto, Liguria e Piemonte.
Adesso quegli accordi sono approdati in Parlamento ed entro metà luglio questo dovrà esprimersi su di essi con atti di indirizzo.
Proprio nei giorni scorsi sono iniziate le audizioni nelle commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato in forma congiunta.











