Entro la fine della legislatura le quattro regioni del Nord a statuto ordinario potrebbero compiere un primo passo verso il distacco dal resto del Paese. Ad esse verranno attribuite le competenze legislative in quattro materie pesanti, come la regolamentazione delle professioni, la previdenza complementare, la protezione civile e il coordinamento della finanza pubblica sulla salute. Un tema che, sorprendentemente, non ha nemmeno sfiorato la campagna elettorale delle amministrative appena svolte, in cui pure hanno corso parlamentari che si sono impegnati sul tema, come il neo sindaco di Reggio Calabria Francesco Cannizzaro, che il 19 giugno 2024 si rifiutò di votare la legge Calderoli sull’autonomia differenziata, uscendo dall’aula.
SONO INFATTI INIZIATE ieri, presso le commissioni congiunte Affari costituzionali di Senato e Camera, le audizioni dei governatori di Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto sulle preintese tra lo Stato e le quattro Regioni per la devoluzione di queste materie che non richiedono la definizione dei Lep. Ieri è stata la volta dei presidenti della Liguria e della Lombardia, Marco Bucci e Attilio Fontana, oggi sarà audito l’omologo piemontese Alberto Cirio, mentre quello Veneto, Alberto Stefani, verrà ascoltato la prossima settimana.







