Fabio Di Giannantonio affronta una curva al circuito del MugelloRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciQuindici curve, tutte belle e spettacolari (basta chiedere ai piloti di ieri e di oggi), ma tre, sì, tre, sono roba dell’altro mondo. Si racconta che facevano impazzire Casey Stoner e Jorge Lorenzo. E si dice anche che Valentino ne fosse (ma lo è ancora) innamorato quando girava (e gira oggi con i ragazzi dell’Academy). Fatto sta che – proprio dai dati di Brembo, ovvero il produttore dei freni della MotoGp e di tutto il top del motorsport – rileggere quello che accade a una moto da corsa in questi tre settori della pista del Mugello, è un racconto che emoziona.
La curva numero uno (la San Donato) è senza dubbio quella dove il bello della staccata, della frenata al limite, racconta numeri da capogiro: la velocità di entrata in questa curva supera i 300 km all’ora (il dato top parla di 337 km/h). Velocità da jet che in uscita dalla curva (in uno spazio di frenata praticamente... impossibile) diventa la velocità di uno scooter (94, sì avete capito bene 94 km/h).
Nelle tabelle che Brembo consegna ai piloti nel briefing di inizio weekend c’è un asterisco anche alla curva numero 4 (la Materassi). Qui è lo spazio di frenata (un niente di 158 metri) a far surriscaldare freni e mettere una pressione sulle gomme incredibile. Si passa da 234 km all’ora a 120 con una pressione sul freno di 10,2 bar. Un macigno.













