Le vere Frecce Tricolori colorano il cielo azzurro del Mugello aprendo la festa. Sulla scia i bombardieri a due ruote dominano il Gran Premio d’Italia mandando in delirio il pubblico accorso numeroso. Tre moto italiane sul podio, due piloti di casa nostra, avvolti nel drappo nazionale, a spruzzare champagne. I bolidi nostrani diventano cinque ai primi cinque posti con un altro driver italico in sella. Un vero trionfo sul tracciato più spettacolare della stagione. Come a Monza per la Formula 1, l’intero rettilineo del traguardo è invaso dalla folla per abbracciare i protagonisti.
Al pari di quanto avvenuto nelle qualifiche e nella gara Sprint del sabato, a dominare sono state le Aprilia: è la prima volta che le moto di Noale s’impongono sulle colline toscane considerate la tana della Ducati. L’eroe della giornata è stato Bezzecchi che è riuscito ad imporsi per decima volta in MotoGP in dieci circuiti diversi, la prima volta al Mugello. «Qui venivo con la mia famiglia da bambino, ora posso dire che si è realizzato un sogno», ha detto un Bez molto commosso appena sceso dalla sella.
Per Marco è la quarta vittoria della stagione, torna sul gradino più alto del podio dopo i colpi delle Ducati di Alex Marquez e Di Giannantonio e quello del compagno Martin che, come nel 2024 quando si laureato campione, si conferma molto solido e affidabile, almeno pari al capofila del mondiale. Bezzecchi ha preceduto, sotto la bandiera a scacchi sventolata da Kimi Antonelli, lo spagnolo vicino di box per un’altra doppietta dell’Aprilia ufficiale. Ha difeso il terzo posto con le unghie Bagnaia che, proprio all’ultima curva, ha negato l’en plein a Noale respingendo la furiosa rimonta di Ogura con l’Aprilia celestina del team Trackhouse.











