Tre ore di assemblea con la partecipazione di decine e decine di associazioni e persone con storie anche molto diverse le une dalle altre. Il progetto del ministro Piantedosi e del governo Meloni di costruire a Castel Volturno (in località La Piana) un centro di permanenza per i rimpatri da 120 posti – il bando da 43 milioni di euro è scaduto un paio di giorni fa – ha mobilitato ieri nel centro Fernandes gestito dalla Caritas nel Comune della provincia di Caserta il fronte del no: dall’ex Canapificio di Caserta, a Legambiente, dagli scout ai padri comboniani, dall’Agesci ad Emergency, dal centro sociale Insurgencia a Mediterranea, dalla Cgil (c’era il segretario regionale Nicola Ricci) alla Uil.
TUTTI UNITI DALL’OBIETTIVO di intralciare i piani di chi vorrebbe realizzare «un campo di detenzione». Alla fine Andrea Morniroli, l’assessore alle Politiche sociali della giunta regionale, che ha svolto il ruolo di moderatore dell’assemblea, ha contato 36 interventi. Roberto Fico, il presidente della Campania, ha parlato per ultimo ed ha detto: «La sicurezza si fonda sui diritti e non su altro e l’immigrazione è tra le più grandi opportunità e risorse che abbiamo nel nostro paese. Chi non lo vede non comprende cosa significhino denatalità e aree interne», ha detto il governatore. Che poi ha aggiunto: «Castel Volturno non ha bisogno dei Cpr, ma di progetti di rigenerazione urbana, di ripristino della linea di costa e di abbattimento di ciò che è abusivo».
















