La memoria della strage di San Gennaro è ancora viva a Castel Volturno. Trentaduemila abitanti, con il 18% di immigrati regolari e almeno altri 10mila irregolari (secondo le stime del Comune), Castel Volturno è la città d’Italia con la più alta percentuale di popolazione straniera residente. Per questo è stata scelta dal governo Meloni per ospitare il centro per i rimpatri, il Cpr che il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi intende costruire in Campania – insieme ad altri 5 tra Toscana, Trentino e Alto Adige, Emilia Romagna e Calabria.
La costruzione dei Cpr è uno dei capisaldi della politica migratoria della Lega. “Voglio un Cpr in ogni regione”, disse non a caso Matteo Salvini annunciando le sue intenzioni. E Piantedosi, che di Salvini è stato capo di gabinetto al Viminale, esegue. La struttura campana costerà 43 milioni di euro, per 120 posti, destinati anche a migranti che non hanno commesso reati. Sorgerà in località La Piana, dove ora c’è un parco naturalistico per la biodiversità, a un paio di chilometri da dove avvenne la strage di Castel Volturno.
Quel che Salvini e Piantedosi non potevano prevedere è che contro la "cipierrizzazione" (pardon) dell’Italia si schierasse anche la destra. Lo fa a Castel Volturno, dove la giunta di centrodestra guidata da Pasquale Marrandino - già assessore di un sindaco di Fratelli d'Italia e ora primo cittadino a capo di civiche di centrodestra e Forza Italia (che prepara un documento insieme al Pd) – ha preso posizione contraria. Lega e Fratelli d'Italia si barcamenano, fanno più fatica a opporre un secco no, ma anche a dire un convinto sì: Dario Napoletano, coordinatore della Lega nel comune domiziano, sarebbe pronto ad accettarlo solo in cambio di “utili contropartite” da parte del governo; sullo stesso schema si muove FdI, Cpr sia, ma non così.









